
Sì o no al referendum, invece di slogan perchè non scendiamo a terra, tra imbrogli, errori e favori?
24 Febbraio 2026
Vergogna!
2 Marzo 2026È sconfortante la gestione della campagna promozionale del Sì o del No alla cosiddetta riforma della giustizia. Non è un caso che gli esperti veri di comunicazione sono pagati più dei dirigenti che guidano la produzione che è il core business delle imprese. Mi spiace autocitarmi ma chi scrive è stato per circa 20 anni responsabile e/o consulente della comunicazione di SIP ed FS, nonostante non fossi amato da P2 e politici come dimostrato da due anni di tentativi falliti di farmi fuori.
Venendo al merito, la cosiddetta riforma della giustizia – molto blanda e timorosa – cerca di recuperare una minima parte del referendum degli anni ’80 per la responsabilità dei magistrati. L’83% dei votanti votarono a favore ma la corporazione ed una politica che di lì a poco sarebbe stata travolta dalla mattanza di Mani pulite fecero in modo che in caso di colpa o errore grave dei magistrati non fossero loro a pagare ma lo Stato, cioè le vittime. La Procura di Catanzaro è tra quelle che spende di più, circa 70 milioni di euro, per ingiuste detenzioni. È un caso che il Procuratore si chiamasse Gratteri?
Sempre nel merito, ciò che rende ostili alla riforma gran parte dei magistrati è l’istituzione di un Organo disciplinare i cui membri – parlamentari, docenti universitari e magistrati tutti eletti a sorte (Marco Travaglio come ho scritto in uno degli articoli “censurati” era un fan del sorteggio!) che per quanto non sia il massimo è certo più credibile di un CSM dove tutto passa distribuendo promozioni pro quota alle quattro correnti – da destra a sinistra – in barba spesso ai meriti dei gratificati.
Non è propaganda, se leggete il libro di Palamara (il solo che ha pagato!) troverete nomi, scambi di favore, indifferenza o poca attenzione ai meriti.
Se andiamo al passato ricordate cosa il CSM fece quando si trattava di nominare il Capo della Procura di Palermo? Tutti si aspettavano l’elezione di Giovanni Falcone che era già l’eroe dell’antimafia. I suoi “colleghi” gli preferirono un magistrato anziano che sottolineava che la mafia non rientrava tra i suoi maggiori interessi e Falcone fu incaricato di occuparsi degli affari correnti: piccoli reati, querele, ecc… Fu il disco verde per la strage di Capaci e a seguire per quella in cui mori Borsellino.
Gratteri quando era Procuratore a Catanzaro parlò di almeno “duecento magistrati corrotti o corruttibili”. Ora sono diventati tutti santi, eroi e puri come un giglio. Oppure, i 200 erano solo destinatari di un messaggio di tipo intimidatorio?
La destra di governo pretende di vincere senza esporsi. Balbetta, fa gaffes in misura industriale con Nordio – bravo giurista ma pessimo comunicatore – non tira fuori gli argomenti che pure non mancano ma con slogan che non affascinano e risultano incomprensibili alla grande maggioranza dei cittadini.
Rimane così solo la Lilli Gruber che si parli di Trump o delle guerre in corso trova il modo di fare la promozione più sfacciata del NO. La Gruber significa La7 fatta eccezione per il TG dove Enrico Mentana presiede e difende i confini del suo ottimo telegiornale.
Forse la prima cosa che i cittadini, soprattutto quelli orientati a votare a favore del referendum, dovrebbero chiedersi e chiedere perché la Gruber con gli occhi di bragia ci assilla ogni sera per sostenere che la giustizia italiana è la “la meglio” del mondo quando tutti gli indici internazionali ci collocano in bassa classifica e soprattutto chiunque si trovi a frequentare i tribunali da Roma in giù – fatte le solite eccezioni- assiste a spettacoli inverecondi, giudici che arrivano alla terza udienza senza aver letto neppure gli atti del processo che dovrebbero condurre . Ultimo caso quello di un giudice civile che neppure ricordava che aveva imposto alle parti, tra cui il sottoscritto, accusato “di avere violato la legge e lo statuto” alla guida della Fondazione, di trasmettere gli atti al PM per riportare in udienza la sua valutazione. Ovviamente il PM non ha risposto, ha considerato carta straccia le falsità infamanti di Walter Pellegrini e soci, e il giudice che neppure ricordava le sue disposizioni ha di fatto impedito al sottoscritto di querelare per diffamazione aggravata e falso ideologico e materiale responsabili.
Nei tribunali minori accade di peggio. A Cosenza nel penale è praticamente impossibile trovare un avvocato che lautamente pagato accetti di rappresentarti. Quelli che in genere sono vincenti sono gli avvocati che – secondo un ex Procuratore prestigioso – “entrano nella stanza del PM senza bussare, trovano di solito un pm che si alza per un saluto rispettoso, e in qualche modo lancia un messaggio tranquillizzante. Chi scrive non ne ha trovato neppure uno ed il solo che sembrava essere una soluzione perfetta., massone, ben ammanicato, con un cognome di alta schiatta, si è preso 10mila euro, non ha scritto neppure un rigo, o fatto una telefonata avendo saputo dai fratelli massoni deviati che “era più opportuno lasciar perdere”. Ora ad aprile sfido la sorte e si apre un processo civile nella tana del lupo, Il tribunale di Cosenza. Di sicuro non vedrò la sentenza, mi basta che la vedano coloro che almeno all’ inizio facevano il tifo per quattro traditori, scalatori professionali di ruolo e “potere” che non gli spettavano.




