
Posto che la giustizia viaggia alla velocità di un vecchia littorina, non è meglio per “sputtanare” i rei un articolo pepato e veitiero? La strana velocità delle cavolate/querele del dormiente (ndr: “in sonno” dice lui) Walter Pellegrini
7 Ottobre 2026RITORNO è nato, in continuità con I Nuovi Calabresi che a sua volta doveva dimostrare in primo luogo ai redattori guidati da Camillo Giuliani che avevano puntato sul cavallo perdente, firmando un accordo che era in realtà una trappola con uno degli assassini de ICalabresi, della Fondazione e di Villa Rendano.
Come non bastasse costoro, che non avevano nulla da perdonare eccetto la mia incapacità di accettare il tradimento, le parole false, le vere e proprie mistificazioni mi hanno inviato messaggi offensivi, di vero e proprio oltraggio infondati e pertanto inaccettabili.
Sapete come è finita: ICalabresi bis senza libertà, con la catena al collo che Walter Pellegrini gli aveva messo al collo (un inedito sotto la mia direzione) hanno vivacchiato per un anno scarso con i quattro soldi che il boss gli aveva assicurato.
Ancora peggio è andata con Villa Rendano che dopo avere provato ad essere il mercato delle vacche è oggi una scatola vuota e inutile.
La guerra mediatica è stata stravinta dai due giornali da me fondati non perché sono diventato il miglior giornalista sulla piazza, ma perché ho difeso la loro libertà intangibile in una terra che non sa neppure cosa questa parola, questo valore significhi.
Quella giudiziaria lasciata Roma che nel campo della giustizia è una “fognetta a cielo aperto” con diversa strategia, nuovi avvocati sotto la regia dell’amico prof. Vincenzo Ferrari di Unical continua ma ad un livello istituzionale più alto e per quanto riguarda le denunce penali il nuovo Tribunale è già quello di Grosseto.
Ma quali sono i cambiamenti, numerosi e importanti?
Per questo vi prego di attendere la pubblicazione di un articolo che ci induce a essere – ciò che era previsto con la nascita di RITORNO – un giornale nato in Calabria ma sempre più attento a problematiche nazionali o internazionali che ci coinvolgono inevitabilmente. La Calabria non ignorata ma a patto che essa dimostri con i fatti di volere un’informazione libera, non banale, non somigliante a quella di decine di altre testate che andrebbero identificate come organi di servile DISINFORMAZIONE.




