
L’etereo Sindaco di Cosenza
7 Gennaio 2026
La legge è uguale per tutti. Sì, ma dove?
13 Gennaio 2026Cosenza non pervenuta, prima solo di Crotone e Vibo.
A poca distanza di tempo dall’inaugurazione della nostra Fondazione e dall’apertura di Villa Rendano giudicammo che invece delle solite chiacchiere inconcludenti fosse cosa giusta e utile pubblicare due libri, affidati ad un bravo giornalista della Gazzetta del Sud e a un urbanista napoletano autorevole, che con una ricerca seria e comprendibile al grande pubblico finalmente informasse i cittadini di Cosenza quale problemi fossero nascosti dietro le parole vuote di cui si intendeva trattare.
Questi erano “La grande Cosenza”, la unificazione dei comuni di Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo, solo per cominciare.
L’altro tema era la metro leggera Cosenza – Unical che coprisse la mobilità Sud-Nord che occupa oltre l’80% del traffico da e per il Capoluogo.
Sapete come è andate a finire: la metro se l’è presa giustamente Catanzaro e la grande Cosenza nei fatti si è quasi del tutto realizzata ma ha cambiato nome. Si chiamerà “La grande Rende”, e non ci sarà alcuno scandalo di un ipotetico scippo perché tutto sta da anni avvenendo alla luce del sole.
Con il pretesto della nuova Facoltà di medicina robotica il nuovo ospedale sorgerà a Rende, il l’ultracentenaria Annunziata sarà retrocessa in serie B, sempre meglio della squadra di calcio che è precipitata in serie C.
La zona industriale è tutta fuori dai confini di Cosenza e gli alberghi migliori sono o a Rende o a Montalto o al confine tra Cosenza e Rende.
Ora, a parte ciò, i nuovi insediamenti abitativi progressivamente nasceranno a Rende, che già oggi è più dinamica e attraente per i giovani che aumenteranno e che frequentano l’Unical, che di fatto quasi ignora il Capoluogo nonostante “la terza missione” la obbligherebbe a creare una relazione forte e proficua con esso.
Infine Cosenza si sta avvicinando a un numero di residenti più basso di quello rendese.
Questo è il quadro fedele e realistico di ciò che in gran parte è già accaduto e che accadrà inevitabilmente.
Da qui il titolo dell’articolo: RENDE, nasce la città unica!
Non me ne dolgo perché è una soluzione sempre meno assurda e ridicola di quella attuale. Premia una classe politica con il vecchio leone Principe migliore, più affidabile, più attiva di quella sclerotizzata con la volpe inutile anche per farne pellicce di Franz Caruso e di tutti i “veri padroni” che lo guidano, lo governano, lasciandogli in compenso il monopolio della fatuità, un bell’uomo elegante, ben portante, al quale la fascia tricolore stà da Dio.
È chiaro che Villa Rendano – oggi morta ma presto liberata dai mostri che la occupano senza far nulla se non dare da mangiare a familiari colf compresa di Walter Pellegrini, – con la “nuova marginale Cosenza” non ha nulla a che fare.
Se non io che ho poco tempo a disposizione (l’aggettivo criminale o omicida si aggiunge agli altri che la qualificano) altri sulla base delle disposizioni testamentarie anticipate con una donazione modale da Sergio Giuliani fino a quando non si definirà la nuova realtà territoriale della Grande Rende la Villa Rendano (7 milioni buttati nei cassonetti dei rifiuti) resterà chiusa e non avrà alcun rapporto istituzionale con Cosenza, che non è solo vittima ma anche complice. Se non sarà possibile fare un progetto serio Villa Rendano sarà ceduta ad un’associazione benefica o culturale che sia distante da questa terra disgraziata almeno 600 km.
Lo prometto, lo assicuro, l’ho già scritto nel mio testamento che in ogni caso non potrà non essere integralmente rispettato.




