
Cosenza, un amore spezzato
7 Gennaio 2026
È nata alla fine la città unica: si chiama Rende
13 Gennaio 2026L’etereo Sindaco di Cosenza che prima delle elezioni mi aveva contattato suscitando il mio interesse da socialista vero a socialista farlocco – ottenendo da ICalabresi un discreto aiuto – come tutti i voltagabbana è un frequentatore, quando è aperta, di Villa Rendano, sapendo che essa è frutto di una rapina a danno della città che dovrebbe governare.
Ognuno sceglie i Pellegrini che vuole, soprattutto per un penalista quelli che sotto processo prima o poi andranno. A un brigante un brigante e mezzo!
Ma c’è un problema che Franz Caruso che di diritti e diritto (civile) poco sa.
La Fondazione acquistò Villa Rendano sulla base di un’intesa formale con il Comune di Cosenza, Sindaco pro tempore Mario Occhiuto, in virtù del quale le parti assumevano reciprochi obblighi di collaborazione, ora dettagliati dal nuovo Codice del terzo settore. In particolare nel Titolo VII “Dei rapporti con gli Enti pubblici” art. 55 recita: “In attuazione dei principi di sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicità omogeneità, (…)coinvolgimento attivo degli enti del Terzo settore, attraverso forme di co-programmazione e coprogettazione (…)”.
Lei sa o dovrebbe sapere che questi obblighi impegnano il soggetto pubblico a prescindere dalla persona che lo governa.
Lei da questo punto di vista è ampiamente e gravemente inadempiente e non basta fare lo chaperon a Walter Pellegrini, che dovrà rispondere ad aprile ad una citazione a prova di manipolazione ad un’ennesima denuncia penale mentre entro marzo aprile sarà pubblicata una sentenza civile che potrebbe essere non emessa per mancata esecuzione di disposizioni per le parti del Giudice.
Ma come ho sempre detto ho fiducia nella Magistratura, al minimo sindacale, mentre da buon professionista conosco l’efficacia dell’informazione che abbia grandi numeri.
La informo al pari dei suoi compari cialtroni che in 28 giorni RITORNO ha fatto registrare 1.256.237 (+ 429%) visualizzazioni fino a tre minuti (tempi medi di lettura) e 46.096 interazioni+ 144%.
Sappia avv. Caruso – dovrebbe da tempo averlo capito – che con il giornale e numeri crescenti farò nera la sua immagine che già di suo non è brillante, denuncerò il suo malgoverno, la sua inconsistenza politica ed amministrativa, ovviamente sulla base di dati certi, tutte carenze rispetto alle quali l’ex sindaco avv. Salvatore Perugini fa la figura di un gigante (almeno apparente).
La invito con il dovuto rispetto a non frequentare per le consuete cazzate gli eventi da baraccone che sono lo smilzo e penoso programma di Villa Rendano a cominciare dal c.d. Concorso in onore di Sergio Giuliani che se potesse tornerebbe sulla terra per dare un calcio in culo a WP che gli ha distrutto la sua “creatura”.
Disistima, delusione, irrisione ne ha ottenuti abbastanza. Si astenga per favore.
Tornando al tema principale, il tempo si allunga o si accorcia nelle Procure della Repubblica dove il PM di turno aiutato in genere da un Sottufficiale di polizia giudiziaria, se sono del tutto corretti seguono l’ordine e con il quale una querela o un esposto sono stati depositati e numerati.
Così accade che di una mia denuncia querela presentata a Roma per vessazioni – quella con il bollino rosso – si sono perse le tracce (vessazioni sono le azioni dolose con le quali una parte ha operato per “fare del male” – e qui siamo a violenza grave – che può evolvere con un esito anche letale. La mia condizione fisica prevista da un cardiologo di Cosenza nel gennaio 2023 rientra in questa casistica.
La querela di Walter Pellegrini che sino a prova contraria si colloca tra i “cattivi” denuncia di avere palpitazioni (?) tensione nervosa e serie preoccupazioni per la sua famiglia. Che fossi un emulo di Al Capone non lo avevo proprio capito. Che voto diamo al PM? 3 o 2+?
Con un e-book a parte leggerete la storia del prof Gigliotti il quale si è sentito offeso da un articolo che riportava fedelmente la sua carriera sprint all’Università di Catanzaro, che mi ha querelato il primo giorno di pubblicazione de ICalabresi, è stato archiviato dal PM locale dopo 12 mesi di “indagine” (parliamo di un articolo di una paginetta o poco più), insiste arrivando alla Corte di Appello di Roma che con una motivazione di cui non ho capito un caxo rinvia la querela per approfondimenti alla Procura di Cosenza che non c’entra pur essa un caxo dove la solerte PM. D’Andrea in un mese fa tutto, sbaglia persino il nome dell’avvocato, un amico che non ho mai utilizzato e un giovane avvocato d’ ufficio (due sono troppi veramente) e mi manda a processo.
La mia risposta è una denuncia nei confronti della PM “a disposizione” e del barilotto catanzarese. Comunico che essendo invalido grave al 100% non mi presenterò e pertanto non mi rompino i cabbasisi. Questo è un fulgido esempio che da solo giustifica il titolo dell’articolo. È una vergogna!
Per finire un elenco che potrebbe essere lunghissimo parliamo di “termini” (il tempo limite per presentare un atto). Per il cittadino essi sono perentori (se tardi di un’ora sei fottuto), per i magistrati sono “ordinatori” cioè te ne puoi fottere.
Da ultimo la caxata per cui la miniriforma del Governo mette a rischio l’autonomia del magistrato (cioè la sua impunità assoluta) e rivela la volontà della politica di “comandare” sui medesimi. Non ricordo che questo sia mai accaduto, ricordo invece benissimo la mattanza di Mani pulite che ha selettivamente azzerato la classe politica di un cinquantennio. E l’ha sostituita con grandi leader come Salvini, la fidanzata biondochiomata di Berlusconi e un paio di centinaia di spicciafaccende.




