
Con Tridico candidato si fa dura le vita per cacicchi, servi e percore mangiaerbe a sbafo
8 Settembre 2025Il pozzo nero di Walter Pellegrini
11 Settembre 2025Chi ci segue prima su I Nuovi Calabresi, poi su Ritorno, sa che abbiamo scritto spesso e molto sulla crisi geopolitica – detto in termini brutali – lo sfascio del mondo con le sue regole e le sue aspettative, che oggi ci ha investito in pieno.
So che non serve molto, ma il sottoscritto nel 2015 ebbe diversi incontri con Lucio Caracciolo, direttore di Limes, e arrivammo a concordare un appuntamento annuale di due o tre giorni a Cosenza a Villa Rendano soprattutto con fini formativi sui temi strategici di geopolitica. Mi aveva convinto anche il fatto che due signore, con rapporti con il gruppo L’Espresso (al quale fa capo LIMES), ci avevano di fatto truffato con un progetto per una Fiera del libro del Sud, con la solita complicità del solito Walter Pellegrini, che con vera improntitudine pubblica sulla pagina inutile della Fondazione/Villa Rendano cita come realizzata, una cosa che era solo una delle tante chiacchiere al vento di cui sono stato colpevole vittima.
Ma lasciamo perdere il distruttore seriale di ogni realtà che non gli era utile per il mercatino delle marchette.
Dunque siamo ormai arrivati al punto di rottura che non sarà né facile né possibile sanare in tempi medio lunghi.
L’Italia e l’Europa affrontano questa stagione nelle peggiori condizioni possibili: una classe politica dirigente mediocre e priva di consenso da parte dei suoi cittadini.
A parte Giorgia Meloni, che qualche credito se l’è guadagnato, pensate che non facciano danni il bullo lombardo Salvini, il generale/federale, il povero ministro degli esteri che deve sempre aspettare un cenno di approvazione dalla famiglia Berlusconi per pronunciare frasi senza senso.
Ma è tutto il Paese che è scivolato in serie C, accucciato agli interessi gretti di scappati di casa, con un’informazione banale e soprattutto dequalificata – salvo poche eccezioni – dal pensionamento forzoso dei migliori e tanta mediocrità intorno.
Pensate che il Sud e in particolare la Calabria, ultima in tutte le classifiche, irrilevante, terra occupata da massomafiosi, parassiti che fuori regione neanche sarebbero in grado di parlare con gli uscieri ministeriali, saranno tra le priorità nell’agenda dei possibili decisori ai quali toccherà il compito immane di salvare il salvabile?
Se vi sembro troppo pessimista o “tragediatore” fate ogni tanto lo sforzo di guardare lontano, leggere libri sul presente e probabile futuro, smetterla di preoccuparvi degli Occhiuto, che come quasi tutti “si fanno i caxi loro”, ignorate i cacicchi sempreeterni, i Gentile, gli Adamo, la debuttante a vita Bruno Bossio.
Le prossime elezioni regionali sono solo un modesto test che come nel Gattopardo tutto sembra cambiare per non cambiare veramente.
Ammirate chi volete, ma non illudetevi che un Gratteri sia l’eroe salvatore.
Non ci sono star tra i candidati, ma c’è una presenza, quella di Tridico, di un partito che non stimo, ma certamente una persona di qualità che riserverà sorprese. Il motivo? Non è ricattabile, è stato un ottimo presidente dell’INPS, ha da difendere il credito che ha acquisito e, a differenza degli altri candidati, non fa parte delle solite consorterie.
Troppa generosità nei suoi confronti? Niente affatto, è l’ovvia constatazione che è una candidatura imprevista, anomala, e quindi disturbante, l’imprevisto che Occhiuto non s’aspettava.
Mi lancio in una previsione: primo Tridico, poi a distanza Occhiuto sempre che non arrivi dalla Procura di Catanzaro, degratterizzata, qualche novità sgradevole. E non glielo auguro, ma temo non sia da escludere. I “santuari” da non toccare anche nell’era Gratteri non hanno più porte blindate che ne impedivano l’accesso.




