
Ritorno prova a diventare “nazionale” e non soprattutto “regionale” Al Centro Nord e tra i meno giovani Ritorno non è lontana dai “confratelli”, milionari per risorse pubbliche.
12 Ottobre 2026Ci sono molti modi per uccidere una persona scomoda perché libera o per distruggere un ente del terzo settore, nel nostro caso, la Fondazione Giuliani e la sua Villa Rendano il cui acquisto fu quasi imposto a Sergio Giuliani, che aveva dimenticato che la Fondazione da lui voluta e da me realizzata disponeva di un capitale di soli 10 milioni. Ciò significava che ogni spesa dall’acqua minerale all’acquisto della Villa e della sua ristrutturazione radicale andava a debito e cosi il CdA abusivo presieduto dal principe dei traditori Walter Pellegrini ha avuto buon gioco a far passare come mala gestio grazie alla malafede del giudice di Roma Pigozzo che ora denuncio alla Procura di Perugia essendo il CSM solo un organo utile all’assegnazione delle funzioni dei magistrati ma del tutto indifferente rispetto a gravi manchevolezze o peggio processuali.
Occhiuto in particolare che si proclama padrino di Villa Rendano ne è diventato il boia con la ridicola motivazione di aver inserito in un organo consultivo mai rivelatosi utile un suo “nemico politico” come il prof. Massimo Veltri.
Cosa si può fare in questi casi non a vantaggio dello scrivente ma a tutela delle garanzie del partner privato che negli enti del terzo settore sono previste dall’art. 55 del codice ETS?
Si può fare ricorso al TAR del Lazio, essendo invalido grave al 100% avrei forse un percorso più veloce ma dovrei spendere per spese di giustizia e spese legali oltre 25.000 euro.
Confesso che avendo speso di mio fino ad ora inutilmente 150mila euro – mentre il traditore Walter Pellegrini sforna querele insulse che sono pagate con i soldi della Fondazione – e a differenza sua senza avere il. trattamento di favore di cui gode presso il tribunale di Roma, non sono in grado di andare oltre.
Ma questo significherebbe certificare che a Roma e in molti tribunali italiani la giustizia è inutile per i comuni cittadini, ci sono centinaia di magistrati di cui si può legittimamente dubitare.
Nel nostro caso la controparte non è solo il CdA di ignobili traditori che puntano alla mia scomparsa dando colpi di martello alla mia salute, ma essa è rappresentata da un grumo torbido di potere composto da massoneria, mafia, politica stracciona, informazione servile.
Scrivo questa nota sintetica indirizzandomi a quel 60% di lettori che non sono calabresi e non ne conoscono oltre le virtù i molti moltissimi vizi.
A loro dico di non ignorare che un pezzo d’ Italia non ha niente a che fare con la democrazia, la partecipazione attiva alla vita della comunità, la disponibilità di vera efficacia della giustizia a patto che non si dimentichi che il procuratore star Gratteri manda a processo fino a 500 imputati che poi vengono assolti o condannati a pene minime dai giudici che debbono emettere sentenza.
Se avete l’abitudine di vedere le trasmissioni de la7, in particolare 8 e ½ avrete mai la prova che essa è votata a difendere tutti i magistrati (anche quelli che si sono distinti molti anni fa a condannare senza un indizio Enzo Tortora, che per il dolore ne morì, mentre essi hanno compiuto una brillante carriera).
Tutte le soluzioni possibili le ho messe in campo, ho trovato un solo giudice onesto e coraggioso che per pararsi le spalle ho voluto che la sentenza non fosse emessa da lui solo (come era di norma) ha deciso di convocare il Consiglio composto da tre giudici.
Può interessare questa nota informativa ai cittadini veneti, friulani liguri, ecc..? Io penso di sì, perché sappiano che forse non serve l’autonomia regionale perché già esiste uno spaccato incolmabile tra centrosud e centronord e i cosiddetti secessionisti spesso hanno ragione nel sostenere che accanto al “problema del Sud” ne esiste uno altrettanto grave che riguarda il nord.
Ma quello del sud è così radicato nella mente dei cittadini, così proni a chi contribuisce al problema che li riguarda che o non capiscono o non vogliono capire.
La scelta è tra difendere i propri diritti o consentire che vengano schiacciati. La grande maggioranza dei miei conterranei hanno scelto la seconda opzione.
Ci torneremo ancora sul tema con esempi concreti, alla faccia della Gruber e dell’editore Cairo.




