
Il vecchio e il nuovo
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12 Settembre 2025Walter Pellegrini: “Lo spazio per un mucchietto di cenere non si nega a nessuno”.
Le parole che introducono questo breve articolo (forse il termine “articolo” è improprio, essendo piuttosto un squarcio nella cattiveria e nel cinismo umano) furono scritte dal figlio di Luigi Pellegrini, “fratello” per comune volontà, e che sono certo Luigi non avrebbe perdonato.
Una spiegazione è necessaria per comprendere il valore o piuttosto “il disvalore” di queste poche orribili parole.
Luigi Pellegrini più volte – quando l’età avanzava – mi chiese che gli sarebbe sembrato giusto e desiderabile che dopo la mia morte (che a quel tempo sembrava un evento lontano) le mie ceneri fossero poste nella sua cappella di famiglia al cimitero di Cleto, dove lui e mio padre erano nati certamente con un legame parentale che non aveva bisogno di ricerche nei libri polverosi dell’anagrafe comunale.
Mi portò a Cleto dove era al tempo la cappella – poi realizzata al cimitero di Cosenza – per convincermi ad accettare quell’offerta che era dettata dalla profondità limpida del nostro rapporto.
La rifiutai perché mi sembrava una specie di sgarbo o di presunzione da parte mia nei confronti dei suoi figli.
Dopo il mio arrivo a Cosenza Walter mi portò a vedere la nuova cappella e mi ripropose l’offerta paterna per ostentare un rapporto inesistente e falso certo non pari a quello nato in 50 anni con Luigi.
Quando fu chiaro che era una replica falsa e strumentale dell’offerta del padre glielo ricordai e lui rispose proprio con le parole che appaiono in apertura.
Di cattiverie gratuite, di falsità, di aggressioni verbali WP ne ha dette e scritte un’infinità, forse per convincere se stesso che lui era una improbabile vittima e non un laido carnefice.
Ma le parole sprezzanti che ho ricordato sono le prime che mi tornano in mente e provo dolore per Luigi e la cara Letizia e vergogna e nausea per l’oltraggio che i figli, tutti tranne …Riccardo… hanno condiviso con spirito di clan, non di famiglia che si proclamava anche mia.




