
Dall’ altezza cafona dei grattacieli Cosenza è scesa nel sottoscala dei valori umani
19 Ottobre 2026Credo che sia utile ridurre lo schema della vicenda a questa successione.
- Giuliani anziano e con una psicologia semplice mi chiede di fare nascere una Fondazione che ricordi i suoi genitori, che naturalmente lui considera soggetti da venerare per la loro eccezionalità.
- Nasce nel 2011 la Fondazione con una missione molto ampia ma con un vizio che nel tempo si rivelerà letale. Il capitale è di soli 10.000 euro forse accettabili per fare ciò che lui, ed io con lui, avevamo in mente. Dare un po’ di soldi al Sindaco di Cosenza per fare qualche opera di restauro in strutture pubbliche.
- Con Occhiuto ci incontriamo con queste premesse. Si parte dal completamento del restauro del complesso di Sant’Agostino – siamo già oltre un milione di euro – ma in presenza di difficoltà burocratiche a Occhiuto, furbo come una volpe, viene l’idea di comprare un edificio storico abbandonato dalla proprietà SNAM.
- Commento di Giuliani: così abbiamo tutto bell’e fatto.
Mia osservazione: non abbiamo un’idea di cosa fare di un edificio di 2000mq? E Occhiuto, che è sempre 10 spanne più intelligente di Giuliani, dice la prima bugia: farfuglia un nome di cui capisco solo che è di Trieste. È infatti il Parco tecnologico di Trieste, presieduto dall’amico Clini, ma Occhiuto tace sul fatto che è già definito un accordo velleitario tra il Presidente della Regione Calabria, che di lì a poco finirà in galera.
Ma il sottoscritto che completamente fesso non è sente al teatro Rendano che il ministro Clini parla di un accordo firmato il mattino a Reggio Calabria. Faccio una semplice indagine e scopro che il Parco ha concordato con Fincalabria di costituire una società pubblica presieduta dallo stampatore De Rose per la bella cifra di 3 milioni di euro.
La missione è insegnare a una decina di piccole imprese come si modernizza la produzione. Siccome la Calabria di soggetti adatti ne ha pochi viene pescata un’impresa di Brescia, che salvo errori si trova in Lombardia. In compenso si assumono senza una selezione trasparente una trentina di giovani “sponsorizzati” che dopo meno di tre anni sono licenziati perché la nuova società non ha fatto nulla di buono. - Chiedo a Occhiuto chiarimenti e mi dice che la sede principale della società è a Lamezia, ma Villa Rendano può essere una sede secondaria.
Mio commento tacitiano: Mi stai dicendo che noi abbiamo comprato la Villa che con il restauro costa da sola più di tre milioni di euro “per dare una poltrona più comoda al culo di Umberto De Rosa”? - Salto i particolari: dopo mesi Occhiuto a Roma mi fa incontrare il Direttore Generale del Parco Tecnologico che forse ha capito che un po’ di intelligenza il Padre eterno me l’ha data e accertato che avevo capito mi conferma l’idea del “culo di Umberto De Rosa”.
- Nondimeno l’acquisto della Villa è stato concluso a Napoli con la partecipazione attiva di Occhiuto “il quale ricorderà più volte che lui è il vero padrino di Villa Rendano”. Peccato che dopo il COVID e dopo una mia assenza lunga da Cosenza per interventi chirurgici complessi e tre e più mesi di ricoveri in Ospedale e cliniche, più morto che vivo, con parere favorevole dell’equipe medica “per tirarmi su con mia moglie romana” ci trasferiamo i primi giorni di febbraio 2020 a Cosenza. E qui la prima sorpresa: Walter Pellegrini, che vedendomi all’ospedale in terapia intensiva più morto che vivo, s’era convinto che MAI mi sarei trasferito a Cosenza e scopriamo che l’appartamento che assicurava stava cercando attivamente era solo una richiesta fatta il giorno prima del nostro arrivo all’Agenzia Gallo.
L’appartamento lo trovò mia moglie in mezza giornata in una strada con affaccio su Corso Mazzini. - Cos’era accaduto nei due anni in cui non ero venuto a Cosenza? Che Walter Pellegrini aveva preso gusto a farsi considerare il nuovo numero uno della Fondazione assumendo senza neppure la firma di Giuliani deceduto a ottobre 2020 e senza la mia che ero malmesso ma certo in grado di firmare o non firmare due contratti di assunzione di un nipote e del genero dello stesso WP. Trovai contratti a tempo indeterminato di 25.000 euro annui per un lifting di due pagine di Facebook (operazione irripetibile per definizione). Insomma tagliai spese inutili per oltre 140.000 euro. Non toccai i 45.000 euro che Walter Pellegrini percepiva quando io vivevo a Roma ma non avevano giustificazione con la mia presenza a Cosenza e con la chiusura di fatto di Villa Rendano causa COVID.
Ricordo che WP con i soldi della Fondazione può permettersi di pagare i suoi avvocati “modello” CEPU in genere dello studio dell’amico – si fa per dire – avv. Mungari per andare in giudizio dove trova, guarda caso, giudici e procuratori di totale disponibilità a garanzia che tutti gli illeciti compiuti sin dal CdA fatale di fine maggio 2022 che non sarebbero stati mai esaminati (e infatti tutte le mie denunce querele non sono stata ancora lette dal PM e quindi destinati a restare coperti dalla polvere). - E l’amicizia, meglio la fratellanza, con il padre Luigi e la mamma Letizia? Cancellata dopo la loro morte e allo stesso modo dalle sorelle e dal fratello. Chi se ne frega dei morti? Che vuoi che conti che Luigi fino all’ultimo (e Walter con lui falsamente) mi chiedesse con insistenza che le mie ceneri fossero poste all’interno della cappella di famiglia? Riporto la risposta del cugino anzi fratello Walter: uno spazio per un mucchietto di cenere non si nega a nessuno!
- Il resto, l’obiettivo consapevole di puntare sulla mia scomparsa – avendo raggiunto un numero imprecisato di patologie e un’insufficienza renale all’ultimo stadio con l’obbligo della dialisi notturna – come previsto dal cardiologo Guzzo con una lunga ed esplicita prognosi a seguito di ulteriori stress (che eccitano la belluinità del boss di Villa Rendano) fa ben sperare ai traditori, Occhiuto Mario compreso membro del CdA abusivo, si avvicina sempre di più e quindi l’aiuto di magistrati infedeli diventa ancor più prezioso.
- Ieri mi è stato notificata dalla procura di Grosseto, perché risiedo nella sua circoscrizione, che un querela denuncia presentata dall’avv. Chiaia il 29 settembre, e integrata con mie dettagliate informazioni, prove e chiarimenti registrate dai Carabinieri di Massa Marittima sabato 5 ottobre e giunta al pm non prima dell’8 ottobre, dopo neppure una settimana era stata archiviata dal sostituto procuratore di Nuoro, ma in servizio a Grosseto “senza avere il tempo di leggere tutto e tanto meno di fare le obbligatorie indagini”.
Prima di un inutile appello – la corporazione dopo il referendum se ne frega dell’opinione del governo e dei cittadini – gli ho scritto una mail che può utilizzare se vuole come prova di reato.
Ma se uno è un cialtrone, cittadino, avvocato, magistrato, perché solo a questi ultimi occorre mostrare obbedienza e riverenza?
Chi mi conosce sa che per me questa domanda neppure si pone.
E li chiamo con il nome che meritano.
Come finirà questa storiaccia? Villa Rendano è già morta, il mercato delle vacche non è potuto partire perché hanno bisogno di non apparire troppo (e con due giornali da me inventati e letti da una media di oltre due milioni di cittadini di tutt’Italia è difficile e imbarazzante); a proposito di giornali ICalabresi che Walter Pellegrini ha definito “un ottimo giornale” – bontà sua -ma non utile alla Fondazione (cosa voleva significare?) chiuso nonostante la sua valutazione certificata era di 250.000 euro al pari dell’editrice Calavria, per un totale di 500.000 euro, un vero e proprio suicidio economico, va detto un particolare.
Il successo de ICalabresi, poi ceduto per fallire dopo pochi mesi ai colleghi traditori bis, rendeva più eclatante la bocciatura del mensile cartaceo incaricato di dirigerlo Antonio Nicaso.
Nicaso è il (co?)autore con Gratteri di ben 45 libri sulle mafie e bocciare il suo numero 0 perché inguardabile e con costi annui per 6000 copie distribuite pari a 360 euro a copia, era per WP intollerabile. Ma anche per tutti gli abitanti” dell’area dei poteri un giornale libero e autorevole era una presenza scomoda.
Occhiuto che si vantava a ragione di essere stato il padrino della Fondazione non esita a diventarne uno dei boia.
Per lui e l’etereo Franz seguirà a breve un Ricorso al TAR del Lazio per violazione del principio di “sussidiarietà” – reciproca e leale collaborazione tra pubblico e privato negli enti del Terzo settore art 55 del Codice TS – che farà dottrina e quindi difficilmente potrà sentenziare cavolate. Il che significherà che a babbo morto (il sottoscritto) i due Sindaci saranno dichiarati responsabili e la Fondazione sarà sciolta o meglio donata ad un ente più serio del Terzo settore.
Così si realizzerà il sogno di centinaia di persone cui la parola “libertà” e “liberalità” fanno letteralmente schifo. Nuovo aggettivo per Cosenza: Cosenza città della massomafia e della illibertà e illiberalità.




