
Geopolitica e la fiera di San Giuseppe
13 Gennaio 2026
I magistrati del NO: “Perchè il Papa sì, e noi no all’immunità totale”?
16 Gennaio 2026Se la gravità della crisi drammatica che, rotto ogni equilibrio, impedisce ogni seria previsione sul futuro prossimo dei Paesi e dei cittadini, avesse un misuratore come per i terremoti la scala Mercalli, noi saremmo nella fascia di allarme alto.
In realtà l’ eccezionalità dell’odierna stagione nella geopolitica è percepita solo da fasce minoritarie della popolazione – mi riferisco a quella italiana come ovvio – che ha livelli di conoscenza medioalta, partecipazione attiva e consapevole alla vita della propria comunità – dalla città dove si vive al Paese nella sua totalità all’Europa nella quale siamo incardinati per cultura, storia, comunanza di valori, interessi economici- mentre la grande maggioranza continua a pensare il tempo e lo spazio come fossero immobili e immodificabili.
Spiace dirlo che questa estraneità al mondo, questa fedeltà arcaica alle consuete abitudini, è forte e tossica soprattutto nel Sud Italia.
Nell’originario significato inteso dall’ americano Banfield, in una ricerca condotta in un paesino della Basilicata il familismo amorale si fonderebbe su una legge non scritta che porterebbe gli individui a «massimizzare i vantaggi materiali e immediati della famiglia nucleare; supporre che tutti gli altri si comportino allo stesso modo». Insomma, l’arretratezza sociale ed economica del Mezzogiorno avrebbe origine proprio da questa peculiare declinazione in senso familiare dell’egoismo individualista, che rende assai difficile che uomini e donne si associno stabilmente per lavorare per il bene comune. Dato a Banfield ciò che gli spetta, scendiamo nella realtà italiana (a prescindere dalle sue distinzioni) e proviamo a giudicarla con riguardo alla turbolenza del nostro tempo.
- La classe dirigente politica attuale è storicamente una delle più inadeguate e mediocri. Non è un piccolo problema perché senza Churchill, De Gaulle, De Gasperi, Togliatti, Truman il mondo travolto e distrutto da una guerra mondiale non sarebbe uscito in tempi relativamente brevi dalla crisi globale.
- Ora senza settarismi quanta fiducia meritano Salvini che fa il banditore dei desideri impossibili o Conti che si inventa pacifista a prescindere quando le guerre scoppiano alle nostre porte e in ogni parte del mondo.
- Il nostro Paese è fortemente diviso, non tra destra e sinistra, ma tra un nord che pure arrancando resta la parte più produttiva ma legata a modelli e produzioni ormai con poco valore aggiunto. Sulla frontiera avanzata delle nuove tecnologie noi non ci siamo se non episodicamente.
L’ elenco potrebbe allungarsi ma ciò che mi preme dire che l’essere i “meridionali” di sempre, molte virtù individuali ma gregarismo, attesa messianica della raccomandazione, assenza di un’opinione pubblica tenuta bloccata da un’informazione e da una istruzione di bassa o nulla qualità, conformismo servile sono tutti elementi che già oggi non possiamo permetterci.
Il familismo imperante in politica – i Gentile, i Mancini, gli Occhiuto, gli Adamo ecc – è una eredità da società arcaica e siccome i tempi non lo consentono questa parte d’Italia è come un vagone vecchio da sganciare dal treno che corre di più.
A parte la mafia oggi in parte “coniugata” con il potere, magistratura, politica, sanità, un cittadino del sud deve pagare un prezzo aggiuntivo se vuole avere almeno i diritti basici e al confronto la genuflessione sembra una soluzione meno faticosa e impervia.
Sono obbligato a tornare sulla distruzione di una Fondazione, la chiusura del polo culturale e civico aperto all’Europa di Villa Rendano, il tutto senza un sussulto di sdegno.
Il messaggio che ne deriva è: ad una società plebea offrite opportunità plebee, ad un’informazione libera preferite quella servile e stracciona. In buona sostanza continuate a respirare aria tossica e quando si saprà cosa sacrificare, emarginare e dimenticare la scelta sarà facile: centro nord ok, il resto d’Italia s’arrangi.




