
Il mondo a pezzi corre, metà Italia sceglie di muoversi su un carretto
16 Gennaio 2026
Sì o No per me pari sono. Ma ci dite la verità anzichè sparare slogans per le tifoserie?
16 Gennaio 2026Premetto che non pretendo fare un’analisi sofisticata sullo stato in cui da anni si trova la giustizia italiana salvo confermare, e non per sentito dire, che esso è in maggioranza penoso, fatta eccezione per alcune regioni del nord che sono già prime in tante altre classifiche.
Ecco una descrizione rozza ma veritiera; c’è una versione per la giustizia civile – quella che più impatta con la vita privata e sociale dei cittadini – ed un’altra per quella penale.
Se partiamo dal penale che sembra interessare di più ai sostenitori del NO alla miniriforma di Nordio, perché sostengono che la politica vuole condizionare l’autonomia dei PM (la vera casta della casta) è facile rispondere che nella gerarchia dei poteri, quello legislativo, politico e di governo, è del tutto normale e corretto che esso abbia il primato. Se poi aggiungiamo che un parlamento eletto senza che il cittadino sia libero di scegliere è un obbrobrio, che esso è pieno di transfughi secondo convenienza, che molti sono di un’ignoranza crassa allora il problema è la qualità della nostra democrazia parlamentare non del rapporto predatorio a danno dei magistrati, i PM in particolare.
La riforma rende un po’ più difficile il mercato delle vacche che il caso Palamara ha reso pubblico e che è stato chiuso in quattro e quattr’otto come fosse un caso isolato. Tutte le nomine avvengono secondo le logiche correntizie: i PM che godono di una visibilità maggiore tengono le fila con gli omologhi giudici e decidono chi va a Cosenza chi a Trapani chi a Vappelappesca.
Fuori da questa logica è già un affare che non ti mandino a Pantelleria. Bella per le vacanze meno per lavorarci.
I giudici nel penale sono vincolati da un codice di procedura che segue il modello della pubblicità che certi giochetti non li consente.
Il PM senza avere regole (regole sono intese anche ciò che accade in molti paesi europei cioè il Governo indica la mappa dei reati da perseguire secondo un ordine di priorità legato alla loro numerosità e gravità) decide di fatto che la mia denuncia querela giace anni nei cassetti senza che qualcuno se ne occupi perché il denunciato è un amico degli amici, è uno che conta ecc ecc.
Non parlo in astratto ma ci sono tre mie denunce, una delle quali comporterebbe lo scioglimento del CdA della Fondazione, di cui non riusciamo a sapere che fine hanno fatto.
Altri attori protagonisti sono gli avvocati, che si scelgono se hanno la possibilità di “parlare” con il PM e condizionarlo – i nomi sono noti, per quelli di Cosenza c’è un libro di un giovane ricercatore che fa nomi e cognomi, o ove non bastasse esistono i massoni, che a loro volta si dividono tra massoni deviati prevalenti e massoni legati alla storia anche gloriosa come quella del Risorgimento italiano.
Insomma ci sono tre sbarramenti da superare per poter contare su un’indagine celere e rigorosa.
Del civile s’è detto e in quel campo non ci sono mezze misure. Se il giudice è ignorante e in malafede, o peggio corrotto, datti per vinto volontariamente. Io ho avuto il “piacere” di essere giudicato da tale signora PIGOZZO di Roma che ha scritto una sentenza che è un corpo di reato. L’ho denunciata al CSM con una disamina puntigliosa di nove pagine e la cosa finisce lì – cane non morde cane.
E allora arriviamo al punto vero che allarma i magistrati.
Che funzioni il nuovo organismo disciplinare composto da 15 membri equamente rappresentati da personalità scelte a sorte tra docenti universitari di fama (quindi no al baronetto di Catanzaro Gigliotti) magistrati con incarichi apicali e personalità acclarate scelte dal Parlamento che non saranno tutti santi ma neppure tutti diavoli.
Alla fine gira e rigira il vero problema è l’immunità assoluta dei magistrati anche quando sono trovati con le mani sporche di… marmellata.
L’immunità assoluta è oggi sono quella del Sommo Pontefice!




