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14 Maggio 2026
Cosenza, violenza e vergogna
21 Maggio 2026“La novità online”, uno dei pochi giornali liberi e bene informato diretto da Pasquale Motta, ci informa del crollo de LaC (https://lanovitaonline.it/auditel-lac-e-il-crollo-che-incrina-la-narrazione-del-gruppo-leader/) che si raccontava come leader in grado di battere chiunque faccia informazione. Il dato dei contatti netti passa da 109.748 del 2025 a 76.923del 2026. La media degli spettatori passa da 1.563 a 698, con un crollo del 55,34%. Tutte le altre emittenti mostrano il fiatone: TEN TV scende del 47%, Telespazio TV cresce del 181,30%.
Non voglio autocelebrarmi, ma per dare una spiegazione a questi dati debbo dirvi i dati di Ritorno negli ultimi 28 giorni nei quali abbiamo pubblicato quasi soli post (alcuni censurati da Fb) e un paio di articoli: le visualizzazioni sono state 1.871.833 (+ 29%), le interazioni 35.345 (-7%), i followers sono aumentati del 550%.
Non credo di essere un mago dell’informazione, ma sono sicuro che i successi de ICalabresi in un anno di vita, de I Nuovi Calabresi e da ultimo di Ritorno sono dovuti al fatto che ci siamo tenuti fedeli alla libertà, al riparo da manipolazioni, con una sola querela tre volte archiviata in 5 anni di giornalismo.
Vi confesso che qualche mese fa ho scritto al Presidente de LaC con il quale per sua iniziativa era nata una specie di familiarità, pur conoscendo meriti e demeriti del contesto in cui opera LaC.
Gli proponevo una specie di collaborazione senza che le linee editoriali si confondessero. Per la prima volta nessun cenno di risposta.
Poi ho notato che il procuratore Gratteri che sembrava essersi tenuto a distanza da LaC negli ultimi tempi in un modo o nell’altro compariva con il suo faccione da inquirente a prescindere.
Ho pensato: ero considerato un semidio da Attilio Sabato direttore della TEN e da un giorno all’altro scompare dall’orizzonte. L’editore del Quotidiano del Sud che mi aveva mostrato stima e amicizia al punto da propormi di dirigere il giornale on line, in modo da togliermi dall’irriverente ICalabresi (ovviamente rifiutai) oggi non permette che a pagamento possa far pubblicare una promozione redazionale. Degli altri – colleghi, beneficiati, strapagati e mai condizionati da me direttore, e di altri che si proclamavano amici ed estimatori – in 24 ore si sono perduti le tracce.
Già si preparavano al “vile ossequio” nei confronti di quattro traditori indegni quando scoprono che da solo con I Nuovi Calabresi avevo più lettori che con il progenitore ICalabresi.
C’è qualcosa di inspiegabile in questo? No. Da un lato è la solita viltà e irriconoscenza (se rendessi pubbliche le mail dei redattori Camillo Giuliani in testa e del Direttore odierno che consideravo un amico al quale pensare per il ruolo di Direttore al mio posto ci sarebbe da vergognarsi). Dall’altro la sottovalutazione della mia testardaggine. Che non è il frutto scomodo della vecchiaia ma l’elemento distintivo della mia vita professionale al quale mi sono tenuto sempre fedele convinto che la dignità e la credibilità vadano comunque sempre mantenute.
Cosa ancora più importante: con questi figuri, con questa vocazione servile, non paga solo Franco Pellegrini ma la città tutta e gli eventi dicono che Cosenza non è ancora morta ma è morente, con prognosi riservatissima salvo una rivoluzione antropologica di cui non c’è traccia.




