
Ecco la “formula” vincente per i “Fratelli deviati” al Tribunale di Cosenza
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26 Novembre 2025Sig. Procuratore Gratteri,
mi spiaceva chiudere dopo ICalabresi – un vero e proprio calcio agli “stinchi” della libertà di stampa, “un danno per la Fondazione” per citare un traditore che è o si proclama suo amico, e I Nuovi Calabresi ed infine Ritorno, con un grosso equivoco nei suoi confronti.
Esso consisterebbe in una preesistente ostilità nei suoi confronti…
Lo smentiscono alcuni fatti.
Quando accettai di buon grado l’idea un mensile cartaceo di Walter Pellegrini che pur grondava di una radicalità eccessiva nei confronti della Calabria di tipo “CHEGueravista” – evidentemente fasulla e fatta per i gonzi come me (a suo parere) – condivisi convintamente la proposta di chiedere ad Antonio Nicaso di prepararlo e poi dirigerlo, perché un bravo giornalista e saggista e non solo perché era nota la vostra amicizia e proficua collaborazione.
Quel mensile non usci, perché a partire dalla forma cartacea da me voluta per antica fedeltà di noi non giovani, Nicaso fu regolarmente retribuito, ma i costi per 6000 copie annuali distribuite un costo superiore a 200.000 e più euro era ingiustificabile.
Per questo di malavoglia accettai l’invito di provarci io che avevo riqualificato tutto l’editing di FS compresi treni e stazioni, di tre “amici falsi” nominati membri del CdA della Fondazione Attilio ed Elena Giuliani, con la splendida Villa Rendano, dove lei venne per un dibattito che, come tutti, apprezzai anche per la franchezza del suo intervento.
Quando usci il 19 luglio 2021 l’edizione on line de ICalabresi ritenni scontato che Lei dovesse per primo
conoscere un quotidiano d’inchiesta, libero e sempre
dalla parte della legalità.
Lei accettò subito di vedermi a Catanzaro e come gesto di ulteriore cortesia mi dette il suo indirizzo mail privato.
Poi tutto tacque e iniziò una mal celata azione di boicottaggio di Walter Pellegrini escludendomi dalla manifestazione per i 70 anni dell’editrice Luigi Pellegrini.
Dov’è lo “scandalo”? Nel fatto che dal 1968 iniziò prima una collaborazione editoriale e poi subito un rapporto unico, profondo, fraterno (in senso letterale) perché a partire da comune giorno onomastico 21 febbraio noi e la splendida moglie di Luigi notarono e fecero notare che tra me e Luigi non c’era una generica somiglianza ma una sorprendente identità caratteriale con vizi e virtù una coincidenza di valori, sentimenti, convincimenti. E fu naturale che tutti noi ci considerassimo membri di una stessa famiglia.
Walter Pellegrini ha sfruttato questa condizione e l’ha tradita quasi irridendola appropriandosi per distruggerla della Fondazione e dando inizio ad un’azione vessatoria che ha prodotto danni alla salute irrecuperabili e denunciato da ultimo “per violenza privata con aggravanti” con probabile evoluzione verso un reato di maggior gravità.
Ma non di questo solo desideravo parlare, ma piuttosto del suo ruolo di “portabandiera” dei contrari alla cosiddetta riforma della Giustizia.
A me piace poco ma per alcuni motivi che, come maturo avvocato, ho tratto dalla mia esperienza di attore tre volte perdente in sede civile a Roma ma con sentenze che, non solo paiono, SONO STATE ROZZAMENTE e SICUAMENTE TRUCCATE al punto da denunciare il tutto al CSM.
Altre due denunce penali, una delle quali con il bollino rosso, e un’altra per attestazione con falso atto notorio dell’avv. Mungari utile ad evitare la decadenza dal suo ruolo con superpoteri della Fondazione per incompatibilità insanabile a norma dell’art. 2399 CC è stato ignorato e con una conversione ad U sono rimaste intoccate mentre una sentenza ha finto di non vedere il falso nel merito.
È una rarità? No di certo. È normale non dare seguito in tempi storici e non biblici alle denunce ben documentate?
Lei ha parlato in tempi non sospetti di almeno 200 magistrati corrotti. IO credo siano molti di più, specie nella magistratura inquirente. Non risolve il problema un CSM x 2 come oggi si propone, il solo ipotetico mezzo di tutela dei poveri cristi è il nuovo Organo di controllo e disciplina. Come ha scritto l’ex Guadasigilli Claudio Martelli il marcio è nell’ANM, sindacato cui aderisce il 96% dei magistrati. Palamara, vittima sacrificale solitaria, dove faceva il suo mercatino se non nell’ANM?
Le dico questo dott. Gratteri perché temo che Lei in buona fede sia stato da un amico infedele coinvolto di fatto in una vicenda illecita e sporca così come in buona fede lei si stia esponendo troppo e con eccessiva ecumenica benevolenza a difesa del NO al previsto referendum.
E le porte spalancate de LA7 suscitano sospetti, ostilità, e consentiranno in caso di sconfitta del NO di darle colpe che non ha. Ha ragione a dire che avverte di poter essere solo. Non ha bisogno del mio alert per capirlo ma avendo maturato un’esperienza pluritrentennale nella comunicazione politica penso di capire molte anomalie pro o contro. Non ho neppure raccolto una sola delle insinuazioni a suo danno. Non lo ho mai fatto e non lo farò mai.
Lo dico con orgoglio perché con i tre giornali sommati ho raggiunto circa 10 milioni di lettori in tutt’Italia e quell’imbecille traditore di WP le fosse vero amico non l’avrebbe coinvolta credo ingiustamente, di sicuro inopportunamente in questa azione distruttiva della libertà di stampa, di un Ente del terzo settore nato con 13 milioni di denaro privato e 10 anni di lavoro duro e di qualità.
Con misure diverse temo che i suoi rappresentati nella campagna referendaria faranno qualcosa di simile perché il marcio che lei per primo denuncia lo conoscono dal vivo in milioni, imputati, parti attrice e convenuta, frequentatori abitudinari delle aule di giustizia, spioni e bisce. Queste ultime ben presenti nel caso che mi riguarda e che non finirà con la mia morte e con le cordate massomafiose di avvocati e magistrati come accade ad esempio (anche a Cosenza). Naturalmente lei può credermi o no ma a me interessava essere chiaro, critico ma non ostile, e tanto meno somigliante al mio indegno omonimo.





