
Lettera aperta a Gratteri: è favorevole o solo indebitamente coinvolto nella sagra criminale di Walter Pellegrini -suo primo editore- e soci, complici e mandanti?
27 Maggio 2026
E se Gratteri prendesse esempio dallo stile discreto di Ilda Boccassini? (da Il Dubbio)
1 Giugno 2026Credo che tutti si siano accorti che l’ostilità ai limiti dell’odio di Lilli Gruber a 8 e mezzo nei confronti della Meloni, è all’improvviso passata o sospesa dopo i risultati delle amministrative. Non credo che questa stucchevole persecuzione a proposito e sproposito di Giorgia e il suo governo abbia fatto bene al centrosinistra o presunto campo largo. Certo non ha fatto bene al La7 che con Mentana ha il migliore e più corretto telegiornale tv e ora l’editore Cairo che aveva sostenuto questa scelta più politica che editoriale oggi sente il bisogno di dichiarare che la sua rete non è “bolscevica”.
Non sono un fan di questo governo, ma avendo per decenni gestito la comunicazione politica di grandi Società e diretto diversi giornali prima degli ultimi da ICalabresi a Ritorno, so che se batti il chiodo sempre sulla stessa parte scatta un meccanismo di ripulsa anche in coloro che nel merito non sarebbero ostili.
Oggi in Italia c’è un oligopolio di due o tre editori; i giornalisti migliori che da soli attiravano i lettori per le rispettive testate sono stati fatti fuori. Pensionati consolati con un contratto che ti permette di collaborare ma con una condizione di libertà “condizionata”.
È penoso vedere un ottimo giornalista come Massimo Giannini, prima fatto fuori dalla Direzione de La stampa, che pure aveva fatto diventare il migliore quotidiano italiano (continua ad esserlo anche con l’attuale direttore) obbligato a fare la parte del pubblico accusatore della Meloni al di là dei suoi demeriti.
Quando la libertà dell’informazione muore si viola la Costituzione ma i responsabili sono gli editori e i cittadini. Se – come dice la PM di Cosenza che si occupa di ’ndrangheta – manca la reazione dell’opinione pubblica, la ribellione contro questa mala pianta, che penetra e inquina la politica, la società civile, la malagiustizia, la società progressivamente muore, inizia la fuga dei giovani che non si rassegnano alla condizione di servi, nessuno o quasi legge un giornale al massimo quelli locali che sono fatti per disinformare, e chi vuole almeno mantenersi puro e non complice si chiude “nel proprio orticello”. Occhio non vede cuore non sente!
In questo contesto dovreste leggere la sporca vicenda che ha portato allo svuotamento di senso di Villa Rendano, con un danno indubbio per la città, come “un caso non banale, emblematico ma rivelatore” e alla chiusura di un giornale libero ICalabresi.
Se I Nuovi calabresi ed ora Ritorno – scritti solo da me e non da 20 giornalisti e commentatori di prestigio come era il caso de ICalabresi- registra oggi una media di lettori pari a circa 2 milioni e mezzo in un mese – un vero boom imprevisto, letto per oltre il 50% da non calabresi – non c’è una magia, né solo il mio mestiere, ma la certezza che la libertà è il valore primario e irrevocabile.
Basta questo? Ai cittadini dovrebbe suggerire che essere meno pavidi e omertosi converrebbe, ai potentati vari dare la sensazione che la pacchia non dura in eterno, ai vari Walter Pellegrini, ignobile figura di traditore che rischia di far dubitare anche di Nicola Gratteri, mitico procuratore, fare arrivare l’avviso di sfratto perché si è superata la linea rossa dell’indecenza.
Non è più una mia battaglia, che ora tenta il ko, ma è l’opportunità di essere una città e una comunità rispettabili, cosa che non mi riguarda più. È l’ultima occasione di non essere una terra perduta, oscillante tra il dramma e la farsa di Cetto La Qualunque come subito Massimo Gramellini ha chiamato il nuovo sindaco di Reggio Calabria per aver usato tra l’altro un congiuntivo sbagliato, “abbi” anziché “abbia”.




