
L’Artico si scioglie, l’Europa si liquefa, Trump si gonfia
22 Gennaio 2026
Scaduta la tregua, la vergogna di traditori, magistrati e politici felloni torna protagonista
16 Febbraio 2026Oggi è difficile affrontare temi con la frattura geopolitica con il Presidente statunitense protagonista in negativo perché anche la definizione “guappo” usata persino a Davos, sui giornali cartacei e in TV è spesso bocciata dai Social. Questo per un giornale on line è un danno grave, perché i lettori sono sparsi in ogni luogo d’Italia e d’Europa e mentre i cartacei hanno una locandina in ogni edicola quelli on line (che pure oggi sono i più diffusi e letti) sono condannati all’anonimato.
Oggi ancora è più difficile avere la certezza che una tua denuncia o citazione che sono accompagnate da prove inoppugnabili sia esaminata e risolta dal giudice con equità.
Il rischio c’è sempre stato, ma oggi esso è più forte e intollerabile perché i magistrati – anche quelli favorevoli al Sì nel referendum sulla giustizia – si sentono (non tutti) quasi ex lege soluti, liberi di interpretare la legge con molta discrezionalità umorale.
Il clima politico non aiuta la libertà di stampa, perché destra e sinistra a tutto pensano tranne che ad avere dei giornalisti liberi, professionalmente capaci, gelosi della propria dignità.
Il fatto che RITORNO con questi limiti e con questo clima abbia avuto in un mese due milioni e mezzo di lettori è quasi un miracolo. Ma dovere fare affidamento sempre sulla spinta miracolosa stanca, lascia frustrati, alla fine rischia di diventare inutile.
Per uscire dal generico una striminzita cronaca dell’ultima udienza prima della sentenza di un processo promosso dai furfanti di Villa Rendano con un record difficilmente superabile: non avendo nessun elemento per attaccarmi hanno dato libero sfogo a tutti i falsi disponibili parlando di mie “presunte violazioni di legge e dello statuto”.
Il giudice ritenne allora di subordinare il processo civile al parere della Procura della Repubblica a cui le parti avrebbero dovuto inviare i rispettivi atti “e poi riportare in udienza questo parere” che avrebbe segnato il corso del processo civile.
Ovviamente il PM non ha risposto perché l’accusa era infondata, ma in tal modo è stata resa impossibile una mia controdenuncia per diffamazione aggravata.
Il giudice civile che neanche si ricordava del contenuto degli atti del processo e contraddicendosi ha inventato di fatto la teoria “con effetto variabile”. Un’obbligazione per essere valida deve essere soddisfatta nella sua interezza, non 50% con il solo invio delle carte, tranne nel caso del processo farsa immaginato da 4 banditi.
Come fai a controbattere a un giudice che non sapeva nulla della materia di cui discutere e che temo mi abbia solo visto come una permalosa persona desiderosa di querelare i diffamatori?
In sintesi senza tema di smentita:
1) scrivere con rigore e libertà non piace alla rete;
2) il giudice non legge “le carte” – soprattutto da Roma in giù – ed è come “guidare un auto con la benda che copre gli occhi”;
3) palesi errori di interpretazione del diritto, quasi sempre accompagnati dalla malafede (vedi il caso del giudice Pigozzo che ha aggiunto al menu un’abbondante dose di vendetta per essere stata, inutilmente, ricusata), si aggiunge l’abitudine o di far fare il primo (e spesso ultimo) esame al sottufficiale che assiste in giudice o quello di prendere lucciole per lanterne.
Un caso che è capitato al Tribunale di Cosenza: la causa era nata dal mancato consenso tra coeredi di vendere un appartamento inutilizzato frutto di testamento.
Abbiamo fatto 4 o 5 udienze lampo sul nulla fino a quando il giudice decide “che trattandosi di lascito ereditario” la competenza era non del giudice monocratico ma del Collegio.
Nessuno degli avvocati osa chiedere il motivo di questa decisione, ma a distanza di un paio di mesi arriva un provvedimento dello stesso giudice che in buona sostanza scrive: “Chi è quell’imbecille che ha disposto di traferire le carte al collegio?”.
L’imbecille era proprio il giudice che giudicava se stesso come se fosse un altro e che per punire le vittime della sua sciatteria ha annullato tutto il lavoro di diverse udienze e quindi disposto un nuovo inizio”.
Per sopravvivenza le parti si sono accordate sulla vendita dell’appartamento.
Ho raccontato quanto accade oggi in Italia, su FB e nei tribunali, per comunicarvi che nonostante i milioni di lettori oggi mancano le condizioni minime per scrivere, per ottenere giustizia (una nuova citazione che in teoria è impossibile bocciare farà il suo lento corso) e quindi sospendo la pubblicazione del giornale perché il lusso di scrivere dopo otto ore di dialisi parole vere che vanno con il vento non me lo posso permettere.
Il bilancio al momento è il seguente:
1) Io da presidente NON SONO MAI STATO SFIDUCIATO e quindi la decadenza del Cda della Fondazione è frutto di un accordo delinquenziale fuori dalle norme di legge e di Statuto;
2) il risultato di questa manovra eversiva è il fallimento di fatto della Fondazione, di Villa Rendano acquistata e divenuta un riferimento di eccellenza e liberalità per la città di Cosenza;
3) la nascita quasi casuale de I Nuovi Calabresi e poi di Ritorno ha fatto registrare quasi 20 milioni di lettori in meno di tre anni;
4) l’avere reso pubblico tutto il malaffare di traditori, mandanti, massomafiosi, magistrati star televisivi ha impedito il mercato delle vacche programmato svaligiando la cassa ma non ha potuto evitare la totale perdita di senso di un investimento formale di 13 milioni di euro, ma reale di 16 milioni di euro per acquisire il consenso di Vittorio Giuliani, ostile da sempre al fratello, per compensare Nicaso del pseudo giornale cartaceo illeggibile ma programmaticamente destinato alla clandestinità con 6000 copie (sei mila!) con un budget parziale di 200.000 euro.
Comunque vada a finire la battaglia giudiziaria Cosenza iscriverà nel suo cammino verso la desertificazione e l’irrilevanza anche e soprattutto questo messaggio: “Se pensate di donare alla città un gioiello prezioso e vivo evitate come la peste la città cadente e massomafiosa posta alla confluenza di due fiumi”.
Per questo ringrazio i lettori che sono stati generosi con noi ma pubblicare ogni giorno un giornale le cui denunce sono destinate al vento – anche se ha impedito la spoliazione totale di Villa Rendano ma non lo spreco di circa 15 milioni una parte dei quali utilizzati per guadagnarsi la complicità di Vittorio Giuliani, ostile da sempre al fratello Sergio o a Antonio Nicaso direttore in pectore di un foglio illeggibile – è un lusso che dopo otto ore di dialisi (casualmente per un’ insufficienza renale assente al tempo del mio trasferimento a Cosenza, e in ascesa rapida 7 mesi dopo il colpaccio di Villa Rendano e le relative aggressioni connesse) è un lusso che non mi posso permettere.
PS: Il 27 aprile presso il Tribunale di Cosenza si terrà la prima udienza di un processo attivato dal sottoscritto e che dovrà decidere – in conformità al Codice, alla Giurisprudenza e alla dottrina – se è stato lecito ignorare da parte dei 4 traditori l’obbligazione posta a mio carico da Sergio Giuliani e per lui garanzia necessaria per la scelta di nominare erede universale la sua Fondazione.
L’obbligazione che ha lo stesso rango di quelle testamentarie (immodificabili) è contenuta è contenuta nella donazione modale con atto notarile che prescrive quanto segue: “Il sig. Francesco donatario è gravato dall’obbligo di assicurare la guida della Fondazione e di assicurarne il futuro anche con modifiche statutarie sino a quando le condizioni psicofisiche lo consentano”.
A beneficio dei finti tonti e veri banditi ricordo che l’obbligazione per essere dichiarata impossibile e quindi ignorata deve essere impossibile al momento in cui il donante l’ha disposta e il donatario l’ha accettata (anno 2014 – notaio Cerini di Roma).




