
Grazie Padre Fedele
6 Agosto 2025
Facce da galera
5 Settembre 2025Ci vorrà del tempo – almeno alcune settimane – per avere dall’avvocato penalista la bozza di una denuncia penale di documenti che ho con fatica recuperato e che richiede un impegno non solo filologico, ma di contenuti torbidi, falsi e grondanti un odio viscerale nei confronti delle “vittime” o parti lese.
E questo eccesso ingiustificato e immotivato da parte di persone che, chi più e chi meno, avevano ricevuto molto di più di quanto avevano dato mi lascia sgomento.
Come si fa a ostentare un rapporto falso e accattivante – parlo di Walter Pellegrini che aveva ostentato per decenni un rapporto d’affetto per accreditarsi come figlio devoto del padre, mio fratello fino alla morte. Lo stesso vale per l’avv. Mungari che era venuto con me dal notaio per accettare la nomina di esecutore testamentario e tutore di mia moglie Paola in caso di mia premorienza.
Non si tratta di eccesso di fiducia, ma di una volontà maligna di punirmi, per cosa? Per avere deluso coloro che mi avevano visto più morto che vivo in terapia intensiva, con un rischio di morte scansato tornando nel traffico natalizio in ospedale appena dimesso per la lesione dell’arteria renale con uno sconosciuto motociclista che si è improvvisato staffetta per farsi largo tra auto che costituivano una sola lunga cordata immobile.
La denuncia non tratterà di sentimenti sordidi, di tradimenti blasfemi perché, pur essendo marcio maleodorante, non costituiscono reato. E noi solo di reati contro il sentimento basico dell’umanità parleremo e vi anticipo che anche il lettore più avvertito, lo stesso avvocato che con i delitti, la violenza e la brutalità degli uomini ha una frequentazione sgradevole ma necessaria non ha nascosto la sua sorpresa nel misurare il grado tossico dell’odio nella circostanza.
Confesso che ho commesso diversi errori nella scelta del modo con cui punire tanta barbarie e uno di questi è stata la relazione tra le persone, la Fondazione, Villa Rendano, ICalabresi. Non c’è dubbio che avere coperto di sputi una realtà donata alla città e da questa subito ridotta a rifugio di chiacchieroni inconsistenti, distruttori seriali di bellezza e di tanto lavoro di qualità rende i cittadini complici dei vandali che hanno buttato sterco su una realizzazione che era “un lusso” inusitato per una cittadina decadente, in via di spopolamento, amorfa, servile per scelta più che per necessità. Cosenza – tutta Cosenza – è colpevole al pari dei 4 banditi esecutori, del sindaco pavone Occhiuto, del sindaco patetico ed etereo attuale Franz Caruso.
Ora la relazione tra banditi e saccheggio di un bene prezioso finisce; è un elemento equivoco. Ora – morta Villa Rendano – comunicato al resto d’Italia (che se ne fotte) che quella villa resterà chiusa in eterno e se possibile inaccessibile ai cittadini vili e maldestri è il momento di colpire duro i torbidi protagonisti del saccheggio, che saranno denunciati per reati provati (e il materiale non manca) che si iscrivono nel perimetro dell’assassinio, generato da un reato meno grave che però sfocia con la foce di un fiume nella cupezza dell’omicidio prevedibile o previsto. A me tocca solo dare il “via”, poi toccherà ad altri – mia moglie vittima più di me – portare avanti il processo che vivaddio non è di quelli per i quali una parolina di un Mungari qualsiasi o di un procuratore fellone possono replicare lo sfregio alla giustizia che un paio di giudici civili hanno realizzato per ignoranza, disonestà, indegnità. Se si arriverà al referendum dopo la riforma del Ministro Nordio siate sicuri che una valanga di no travolgerà una casta -forte da Roma in giù – ricca di protervia perché intoccabile, colpevole spesso ma intoccabile a prescindere.





