
Santo Padre con la sua presenza a Gerusalemme dica al mondo che noi cattolici non siamo figli di un Dio minore
15 Giugno 2026
Caro e inaffidabile arch. Occhiuto
22 Giugno 2026Dopo aver scritto decine di articoli per deprecare il tradimento di quattro falsi amici responsabili di aver decretato la morte di una Fondazione nata con spirito di liberalità, avendo ormai nuove prove che conducono alla crudeltà, alla cattiveria nelle sue forme più ripugnanti, penso che valga la pena dare un senso all’orgia distruttiva delle cose e delle persone che hanno dato prova di cattiveria e odio incoercibile.
Non ripeterò ciò che è già noto. Non ripeterò il disprezzo che questi esseri immondi meritano, non condannerò nessuno perché voglio credere che i milioni di lettori che ci leggono in misura crescente vogliano significare che anch’essi, pur meno coinvolti e meno informati, condividano la condanna dell’inganno, della violenza distruttiva e nel caso specifico “omicida” di Walter Pellegrini e i suoi mandanti e complici.
La domanda che da figlio di questa terra mi pongo è come ho fatto a credere che la mia città natale fosse immune dai mali dell’anima e tutta immersa nei sentimenti più nobili di cui andavamo fieri.
In tra anni con fatica e con dolore ho scoperto il profilo vero di questa città, che ha residui dei passati valori ma solo tracce che tendono a sparire non per usura ma per volontà dei suoi cittadini.
Cosa fare allora per non essere complice per pigrizia di tanto abominio morale? Andare via, l’ho fatto ma il cattivo odore della cattiveria mi insegue, nelle diverse forme possibili: con processi truccati e gonfi di ignoranza e malafede; con azioni neppure camuffate per ottenere non la vittoria, che non avranno non so se oggi o domani, ma perché la vittoria (anche quella regalata da giudici infedeli e da falsi eroi di cartapesta che si auto promuovono occupando ogni spazio mediatico, tv o giornali) senza il favore, la condivisione delle persone, è scritta sulla sabbia.
I “cattivi” si distinguono perché ignorano o fanno finta di ignorare che la cattiva giustizia consente di promuovere il falso ma oltre essa c’è una giustizia più affidabile, non facile da portare nell’ ombra: si chiama moralità, etica, umanità che sebbene infiacchite sono ancora capaci di farsi sentire, di urlare contro gli immondi, di mettere a nudo è le proprie miserie.
Possibile che tutto questo sia il prodotto di un’azione distruttiva contro un soggetto, ricco di buone intenzioni, ma esposto ai sentimenti peggiori dell’umanità?
Sembra un’esagerazione ma non lo è. Gli esempi concreti non mancano e saranno ripetuti e ricordati, anche perché la cattiveria belluina di quattro o poco più barbari non si esaurisce facilmente e alla fine, vivo o morto, lo vedrò anch’io.
Il prossimo ottobre farò a 80 anni il mio debutto al Tribunale di Roma nella veste di “imputato”. Il reato è inventato ma notoriamente il PM ammesso che legga le carte ascolta sicuramente i “consigli” su come comportarsi.
Lo sanno milioni di italiani che in moltissimi casi le cose stanno così. Due giorni fa ho incontrato casualmente un maresciallo dei carabinieri che “assiste” il PM nel senso che decide lui se quel tizio ha diritto a portare a processo chi lo perseguita o mancando la prova regina è giusto proporre al magistrato di archiviare la denuncia.
Da questo mio conoscente ho avuto conferma di ciò che accade migliaia di volta in molte Procure d’Italia.
In sintesi, il vero giudice non è il magistrato con la toga ma una persona con limitate conoscenze che se vuole decide lui pollice in alto o pollice in basso.
Torniamo al “processo” che mi attende invano perché non posso e non voglio partecipare ad una truffa.
Chi scrive quasi due anni fa presentò una denuncia contro i quattro traditori di Villa Rendano “per vessazioni”. Il termine è indicativo di azioni violente o dannose che producono danni fisici o morali alla vittima. E per dare precedenza a questo tipo di reati (comprese le violenze domestiche) le querele vengono identificate con un “segno rosso”.
Ciò significa che chi ha il rosso già acceso deve aspettarsi che, come dice la legge, il PM chiuda l’esame della denuncia e se lo ritiene invia al GIP le sue conclusioni. Processo sì o processo no.
Il mio segno rosso, giustificato da ricca documentazione medica che prognosticava un progressivo aggravamento sino alla morte per lo stress che mi era propinato consapevolmente da Walter Pellegrini
Giace inesplorato in qualche fondo di magazzino mentre la successiva denuncia che io ho conosciuto solo perché il mio omonimo aveva inviato il testo all’Ordine dei giornalisti (??) si fondava sempre per vessazioni costituite da “aumento delle palpitazioni” e dalla preoccupazione per la sua famiglia.
Una motivazione che si adatto ad un emulo di Riina non a un ottantenne che abita a 800 km dal luogo del “possibile delitto”.
Bene il Gip se ne è fottuta delle precedenze, ha preso sul serio le caxate del mio omonimo io farò leggere al mio avvocato memoria in cui non esiterò che decidano ciò che loro vogliono ma io per dignità penso che imbratteranno solo carte e si copriranno di ridicolo e vergogna.
Rammento ai sostenitori del NO al referendum che i vecchi tromboni lottizzati che rischiavano di essere sbattuti fuori ora stanno occupando tutti i posti disponibili del CSM a conferma della sua inutilità e dell’intangibilità dei magistrati.
Qualunque porcata decidano.




