
Scaduta la tregua, la vergogna di traditori, magistrati e politici felloni torna protagonista
16 Febbraio 2026
Sì o no al referendum, invece di slogan perchè non scendiamo a terra, tra imbrogli, errori e favori?
24 Febbraio 2026Per un altro mese è difficile non occuparsi del referendum sulla giustizia o sulla magistratura. La prima cose che sorprende è la goffaggine con la quale il fronte del SÌ neanche prova a motivare e rendere credibili le proprie ragioni. Fino a quando si ripetono o si contestano gli stessi temi del fronte opposto: vantaggi o svantaggi di separazione tra magistrati requirenti, i pm e magistrati giudicanti, cioè fino a quando si gioca la stessa partita sul campo solo con maglie diverse è probabile vinca il no.
Noi che siamo solo cittadini, utenti del cattivo servizio giustizia, anche vittime o comparse di un rito che sempre meno è fedele al motto “La legge è uguale per tutti, abbiamo argomenti più chiari, magari terra terra, testimonianze sulla nostra pelle per spiegare perché il NO non ci piace. Per simpatia per il Governo di Giorgia Meloni e Nordio? Non sempre e non solo. Non nel nostro caso.
Quindi proviamo a spiegare perché è bizzarro e non comprensibile schierarsi perché lo strapotere dei magistrati, immuni quando sono trovati con le mani nel sacco, la corporazione più potente di ogni lobby quelle politiche comprese, venga garantito anche nel futuro.
Seguitemi con una modalità scolastica.
Innanzi tutto il fronte del SI dovrebbe darsi un nome esemplificativo: proporrei di chiamarlo “Enzo Tortora” un innocente condannato senza una prova salvo le accuse di un manipolo di camorristi mentre i suoi giudici carnefici sono stati promossi ed oggi si godono una lauta pensione. Tortora poi assolto è morto per l’infingardaggine dei giudici e molti altri casi analoghi esistono ma non arrivano all’onore della cronaca. Tutta la stampa – sotto la spinta dei cronisti giudiziari che “convivevano” con pm e giudici – fu contro Tortora condannato mediaticamente senza processo. Il presidente dell’Ordine giornalisti, e autorevole cronista giudiziario, Guido Guidi, che frequentavo in spirito di amicizia andava oltre fino all’odio personale ed io decisi di rompere quella frequentazione.
Quali motivi rendere chiari a chi vuole il SÌ: basterebbe ricordare il precedente referendum sulla responsabilità civile dei magistrati che ottenne un’approvazione bulgara, rimasta senza effetti perché gli errori anche dolosi dei togati sono sanzionati ma pagati dallo Stato, cioè noi tutti. Un esempio: la Procura di Catanzaro guidata da Gratteri spende 70.000 euro pubblici, un importo quasi da primato tra tutte le procure. Perché accade? Perché l’ex Procuratore ora a Napoli è un maestro delle “imputazioni a rete da pesca”, 500 imputati vanno al gabbio circa la metà esce assolta o con pene minime al posto di quelle pluridecennali.
Gratteri ha detto un paio di anni fa che ci sono a suo dire 200 magistrati, immagino soprattutto pm, “corrotti o comunque inaffidabili”. Se questo è vero con numeri così importanti e probabilmente in difetto come fa Gratteri a difenderli in nome dell’autonomia che in questi casi c’entra come il cavolo a merenda?
A questo proposito perché La7 con l’isteria della Lilli Gruber e con il coro di Travaglio e altri ha spalancato le porte a Gratteri onnipresente a raccontare i suoi meriti e le sue imprese, finendo poi con lo scivolare su eccessi e falsità? Non credo che il padrone del La7 Cairo, già braccio destro di berlusconi, lo faccia per amicizia e gratis. Lecito domandarsi perché venga recitata più volte la “Gratteide”, versione moderna della virgiliana Eneide.
Volete sapere chi in passato erano i fans della separazione delle carriere contro il correntismo e per il sorteggio di un Organismo di garanzia disciplinare?
Debora Serracchiani e Martina del PD, Nino di Matteo, Luigi Zanda e altri parlamentari del PD ed infine – sorpresa! – Marco Travaglio al quale dedichiamo doverosamente una breve citazione risalente al 2021:” Almeno per dieci anni finché la magistratura non è uscita da questo colossale sputtanamento bisogna inserire un elemento di casualità in coloro che la giudicano e l’unico modo è sorteggiarli. Se un magistrato Pinco Pallino ha il potere di arrestarmi potrà avere il potere di giudicare i suoi colleghi?”
Potrei aggiungere con minore autorevolezza il marcio che ho sperimentato in passato come avvocato e di recente come parte attrice. Qui il quadro nella sua complessità è chiaro: 4 traditori che a parte l’etica hanno violato molti principi giuridici, civili e penali, hanno ottenuto tre sentenze favorevoli e false, sicuramente di parte. Sono così potenti i 4, l’avv. Mungari compreso, per ottenere questo risultato? Ne dubito ma di una cosa sono certo, essi hanno giocato la carta Gratteri, sapendolo incazzato per il fatto che il giornale clandestino di Nicaso (coautore ? dei suoi trenta libri) era stato bocciato perché impresentabile (se volete ne pubblico le foto) mentre ICalabresi da me fondato e diretto (uno dei numerosi giornali che nella mia vita professionale ho diretto) in un anno aveva ottenuto 2 milioni e mezzo di lettori e 250.000 euro di valutazione patrimoniale a fronte di un budget di 160.000 euro. Dei 20 milioni di lettori in meno di tre anni che hanno registrato I Nuovi Calabresi e Ritorno già ho scritto ma la cosa fa solo incazzare quel cialtrone mio omonimo che ha detto nel CdA della mia defenestrazione che “ICalabresi erano un danno per la Fondazione”.




