
È confermata dall’INPS la fine annnunciata della mia vita.La morte perseguita come obiettivo si avvicina. Per i “responsabili” una denuncia per omicidio cinicamente realizzato.
14 Settembre 2026Questa volta non ci sarà possibilità peri PM di Roma che dimenticano le mie querele denuncia e fanno viaggiare quelle del signore indicato nel titolo in “alta velocità” senza curarsi delle regole basiche della terzietà.
Il tribunale civile e penale di Roma è ridiventato “il porto delle nebbie” degli anni ’70. Il CSM ignora le denunce su sentenze illogiche, condite con dati falsi forniti dal mio omonimo, in una parola platealmente truccate, e dà ragione a quelli che hanno votato sì al referendum sulla giustizia.
Chi vorrà leggere la denuncia (QUI), o almeno le parti scritte in neretto, avrà ampia possibilità di leggere per la prima volta la verità di una storiaccia che nessun magistrato potrà ignorare perché i reati contestati con riferimento agli art. 582 e 583 – lesioni gravissime consistenti “in una malattia certamente e probabilmente insanabile” che fu prevista da un onesto cardiologo a inizio 2023 (7 mesi dopo l’assalto alla Fondazione) e ora riconosciute come invalidanti al 100% con indennità di accompagnamento disposta nelle ultime settimane.
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Perché sono certo che il PM prima e il giudice o il collegio dopo non potranno, anche volendolo, ignorare la natura e le pene che si applicano d’ufficio?
Perché le lesioni gravissime sono non solo ampiamente certificate ma perché la insufficienza renale nonostante la dialisi è giunta vicino all’esito letale, ho perduto quasi del tutto la mobilità se non accompagnato e l’autonomia per le necessità basiche giornaliere.
Le pene sono conseguenti e gravi: reclusione da tre a sette anni e competenza del Tribunale in composizione collegiale.
Ricordo che abbiamo chiesto alla Procura generale della Corte di Cassazione l’avocazione di tutte le querele neppure lette dalla Procura di Roma, alla Procura di Perugia presenteremo denuncia contro i magistrati che hanno tradito gli obblighi di legge, in primo luogo la terzietà, ed infine a giorni sarà depositato il Ricorso al TAR del Lazio contro il Comune di Cosenza, in persona dei sindaci Mario Occhiuto e Franz Caruso per aver violato l’art. 55 del Codice del Terzo settore che impegna il partner pubblico ad attuare i principi di sussidiarietà, cooperazione, efficienza ed economicità, e il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo settore attraverso forme di coprogrammazione, co-progettazione e accreditamento nel rispetto dei principi di trasparenza imparzialità, partecipazione e parità di trattamento.
A vostro giudizio Mario Occhiuto che si è vantato di aver spinto Giuliani ad acquistare Villa Rendano organizzando a Napoli la trattativa con la proprietà SNAM, dedicando nel 2015 e 2016 un elogio persino eccessivo per Giuliani e il sottoscritto, pubblicato per mesi sul sito del Comune, per poi scrivere sul mio whatsapp nel 2021 (dopo essere stato lontano da Roma per problemi di salute, il 2020 per il Covid) che “avevo riempito la fondazione di suoi nemici politici” e quindi il solo amico per lei era Walter Pellegrini. Con fatica capii che si riferiva alla partecipazione del prof. Massimo Veltri ad un organismo consultivo che morì presto perché i suoi membri già dopo un’ora morivano dalla voglia di andare a cena. Per la cronaca Massimo Veltri non invitato alla conferenza stampa mai tenuta che prevedeva la presenza del Sindaco mi mandò a quel paese scrivendo “non si trattano così neanche i cavalli”. A me è sembrato di essere per sbaglio entrato in un manicomio o un ricovero per ultracentenari.
Ora Mario Occhiuto dovrà spiegare al TAR del Lazio come ha fatto a passare da padrino a boia di Villa Rendano. Franz Caruso ha solo fatto come sempre fa Franz Caruso: niente più amicizia ostentata per me, frequentazione assidua per le sole vaccate che si realizzavano a Villa Rendano per far sapere all’ intero mondo che lui era senza se e senza ma dalla parte del Pellegrini traditore.
Questa è la nota che aiuta a capire la denuncia penale a Grosseto – abito a Massa Marittima, in provincia di Grosseto – dove a differenza della mia città natale moltissimi mi considerano amico, si informano della mia salute, mi “obbligano” a prendere insieme almeno un caffè accompagnato da chiacchiere per aggiornarmi sulle novità più recenti, con vista sulla piazza del Duomo che a parere di molti è la più bella d’Italia.
Ora per chi vuole leggete almeno parte della denuncia penale, soprattutto quelle scritte con caratteri più marcati.
Non è una lettura piacevole ma dovete credermi è tutta fondata sulla verità, lo strumento ineludibile per i magistrati per punire severamente i protagonisti di un atto criminale, moralmente imperdonabile che ora è affidato ad un Tribunale lontano da Cosenza e Roma (che è già una piccola garanzia) mentre la condanna morale è stata severa e condivisa da 20 milioni di lettori dei due giornali da me diretti. I Nuovi Calabresi e Ritorno.
A me basterebbe ma se le bestie insistono non puoi lasciare che ti sbranino con una cattiveria e malafede per capire le quali occorrerebbe l’aiuto di un bravo psicoterapeuta. Se sarà necessario il mio avvocato chiederà una doppia perizia medica, una per il mio omonimo molesto ed una per me per confermare che la corsa verso la morte non è stata spontanea ma lucidamente programmata e favorita con la complicità di magistrati a mio parere indegni, ma intoccabili.



