
Questa forto, nota a WP, giustifica l’accusa e il disprezzo che si riserva a un omicida?
1 Luglio 2026Con oggi sospendo la pubblicazione di Ritorno nonostante il successo in termini di lettori e diffusione su tutto il territorio nazionale.
Ringrazio i lettori anche quando hanno manifestato con commenti il loro dissenso su taluni temi.
Potrei dire che la chiusura è dovuta all’aggravamento della mia salute, che è vero e diventa sempre più vicino al traguardo letale.
Ma non è per questo che finisce per ora Ritorno. Le ragioni sono altre e tante e ve le enumero una per una.
- Cosenza e la Calabria è preda di due cancri, cui ne aggiungerei un terzo: il primo si chiama massomafia – nata negli anni ’70 e non come ha affermato il prof. del nulla Gratteri più di recente e subito ridimensionata e sbattuta nelle patrie galere grazie a lui.
- Il secondo cancro è la politica di professionisti del trasformismo, sicché il centrodestra è appoggiato anche per loschi affari dal PD che da queste parti si chiama Adamo e Bruno. Lo stesso avviene con la destra che ricambia il favore all’avversario di facciata.
- Con questa “cupola” è ovvio che gli appalti sono poco trasparenti – vedi il caso munnizzaro/palllonaro -, l’informazione è al 95% servile ed omertosa, e soprattutto inutile.
- Chiunque non faccia parte di questa feccia è indotto a farsi da parte o a condurre una vita grama. È difficile che qui usino “focu” perché l’immagine della pace sociale, del benessere di pochi che basta a coprire la miseria di molti, l’immobilismo pluridecennale, l’assenza di un’opinione pubblica che si faccia sentire sono “presidi” che alla fine funzionano grazie al timore più immaginato che reale o perché scatta la maledetta abitudine a contare su improbabili raccomandazioni da parte di chi abbia o finga di avere uno straccio di potere.
Con queste premesse cosa pensate che attenda una persona che anziché prendere sia così folle o ingenuo da investire metà patrimonio per “donare alla comunità” qualcosa di importante e di qualità?
Il primo che si è comportato da bandito è proprio colui che avendo un ruolo istituzionale si è speso pubblicamente vantandosene perché quel dono prezioso fosse acquistato e restituito alla città.
È evidente che parlo della Fondazione Giuliani e di Villa Rendano che prima o poi con una minoranza affidabile di magistrati libereremo dai rapinatori.
Ma non basterà e quindi uno degli ultimi atti che farò sarà portare all’esame del TAR del Lazio Mario Occhiuto e Franz Caruso che in quanto sindaci hanno fatto a pezzettini almeno tre articoli essenziali del codice del Terzo settore. Sono quelli che parlano del valore della sussidiarietà tra pubblico e privato, entrambi obbligati a cooperare, a condividere, coprogrammare i progetti di pubblica utilità.
Ma a Cosenza forse per ignoranza, o per arroganza o per menefreghismo queste parole sembrano inutili, meglio usare il verbo “fottere” o “fottersene”.
E qui sta l’errore: tra tanti cosentini che belano ce n’è almeno uno che alle pecore preferisce i lupi e pur sapendo che quando il TAR si pronuncerà lui non ci sarà né da lupo né da pecora ma conta sulla memoria di pochi che saranno obbligati per sicurezza a porre una targa che ricordi che la Villa che vedono è stata voluta dal sindaco Occhiuto, accolta per semplicità senile dal fondatore Giuliani, ristrutturata, attrezzata e implementata con attività e progetti non banali dal Pellegrini fesso, poi rapinata e svuotata da una banda di malfattori, guidati dal figlio indegno dell’editore Pellegrini, cane scodinzolante dinanzi ai mandanti della rapina e allo storico furbastro delle mafie, tale Gratteri di Gerace, da lui viste e con molte esagerazioni raccontate h24 sulla TV SETTEte.
In conclusione: se troverete a Colle Triglio un palazzo coperto con drappi neri ricordate che esso ritornato a vivere e che qualche boia locale aveva deciso di farlo morire.




