
La giustizia ’mbriaca
22 Luglio 2025
La lezione dell’esperienza: ma c’è da fidarsi di una magistratura siffatta?
4 Agosto 2025È quasi un’abitudine che quando si è in piena estate, con i “motori” della politica nazionale e internazionale “al minimo” ci si trovi in improvvise e impreviste tempeste che squarciano il tempo della vacanza, per chi può permetterselo, o del semplice riposo dalla fatica quotidiana.
L’estate 2025 – la più calda fino ad ora nella serie storica della meteorologia – lo è pure nella cronistoria degli eventi della politica, nella rottura di ogni equilibrio geopolitico che pure da molto tempo appare precario, presuntuoso, alimentato dalla indifferenza o ignoranza delle pubbliche opinioni.
Per non farci mancare nulla la politica nazionale è piena di crepe che si allargano, che mettono alla prova la solidità delle forze politiche in campo, quelle di maggioranza e di opposizione. Oltre queste considerazioni generiche oggi non si può andare.
Ma poiché – sia pure con un futuro incerto – questo giornale continua a crescere anche solo pubblicando di tanto in tanto dei post o dei commenti che non toccano il fondo dei problemi che sono gravi e tendono al peggio, i fatti che toccano oggi il rapporto armistiziale tra politica e magistratura, la perenne marginalità e vulnerabilità su troppi fronti della Calabria sono tali da imporre qualche considerazione anticipatrice della ripresa autunnale.
Premetto che stando per qualche giorno in Alto Adige ho incontrato molte difficoltà a capire quale fosse la portata dell’inchiesta su Roberto Occhiuto, e ho ritenuto che ci fosse un di più di severità nei confronti del presidente della Regione (non perché sia il migliore dopo una penosa serie di predecessori, ma perché sembrava aver dato qualche segno di vitalità alla guida di una regione in stato catatonico) e un eccesso di perdonismo per il fratello Mario, messo al riparo dal seggio senatorio.
Leggere i giornali nazionali e vedere i servizi benevoli delle reti televisive o consultare i giornali locali muti, grigi, inutili non potevano aiutare. Poi sono andato sul sicuro consultando il giornale on line diretto da Pasquale Motta e da esso alcune conferme le ho avute, alcuni equivoci sono stati spazzati via, e molte informazioni semiclandestine sono apparse chiare.
Oltre che invitarvi a leggere “La novità on line” con diversi contributi oltre quello del Direttore Motta, mi provo a manifestare qualche osservazione.
Non sono sicuro chi tra Roberto e Mario sia migliore o peggiore, per la mia esperienza personale darei il primato all’ex sindaco di Cosenza. A parte il fatto che il “cerchio magico” dei due ha una composizione identica o molto simile, quanto a ricorso alla manipolazione comunicativa comunque ingannevole Mario non ha eguali. In comune i due fratelli – oltre ad eventuali reati – hanno un accesso privilegiato pressoché con le televisioni, La7 in particolare.
Chi degli attuali inquisiti a Milano ha potuto spiegare il come e il perché della loro “immacolata” innocenza? Credo nessuno come invece è stato consentito a Roberto aprendo in diretta la sua campagna elettorale senza curarsi più di tanto delle accuse della Procura di Catanzaro degratterizzata”. E chi usa il termine “manettaro” dei PM catanzaresi che nel confronto con il principe dei manettari Gratteri Nicola sono devoti fedeli alla “Magna Charta inglese del XIII secolo? Proprio Roberto mentre il più prudente Mario cerca – come nella conquista malandrina della Fondazione Giuliani, nella chiusura del giornale libero ICalabresi – una convivenza di fatto con il temibile procuratore, l’uno entrando nel cda e l’altro parando le terga al suo amico Walter Pellegrini.
E quanto ad accesso libero a La7, in occasione della prematura e drammatica scomparsa del figlio di Mario, quanti genitori provati da un dolore senza pari ottiene che una lettera privata, meritevole di discrezione e silenzio, hanno la possibilità di utilizzare come lettore di circostanza il giornalista Gramellini?
Queste sono poche e semplici osservazioni.
In un nuovo articolo parleremo del “campo avverso” a chiacchiere, complice e sodale dei fratelli Occhiuto, che dovrebbero concorrere nelle annunciate elezioni per togliere il posto a Robertino. Che è come dire “cambiare di posto a tavola” per spartirsi francescanamente le stesse succulente pietanze.
Senza illusioni, e con malcelato fastidio, scriverò qualcosa sull’“opposizione” più prona, farlocca, inutile e complice che il pur squallido panorama politico nazionale è in grado di esibire.






1 Comment
Chi vuol capire capisce per il resto quello siamo e non se ne vedrà la fine! Servi inutili e sempre pronti a stare dalla stessa parte! 😱 E facciamo a camurria! 😱