
La Procura di Catanzaro lancia la corsa elettorale di Roberto. Esemplare caso di eterogenesi dei fini
4 Agosto 2025
Grazie Padre Fedele
6 Agosto 2025La prima reazione che mi viene spontanea a proposito dell’inchiesta che coinvolge Roberto Occhiuto per presunta corruzione è di schierarmi dalla parte dell’inquisito.
Non ho avuto alcun rapporto anche casuale con il presidente della Regione, non ho né vicinanza politica né alcun interesse a guadagnarmi la solidarietà e la benevolenza di Robertino. E allora?
In questi tre anni trascorsi dall’assalto criminale e immotivato da parte di 4 gaglioffi alla Fondazione Giuliani ho avuto modo di conoscere e non apprezzare il lavoro di un non modesto manipolo di magistrati della Procura e del Tribunale di Roma e di Cosenza.
Vi enumero le varie chicche: tre processi civili sono stati alterati, in un caso per aver lamentato la scarsità di documentazione allegata perché la giudice rifiutando la fase forse più importante del processo – quella istruttoria (esibizione di prove, testimonianze, ecc…) – ha ignorato circa 40 allegati.
Il giudice del lavoro al quale ci siamo rivolti perché il primo processo non si era di fatto svolto ha prima richiesto una memoria che lo provasse, poi ha ricevuto una seconda memoria – una vera lectio magistralis fatta da un ordinario di Unical e senza neppure avvertirci la sera fa un processo invece di respingere al massimo anche la seconda memoria. Un processo fantasma e in incognito. Il terzo processo è stato una truffa mal composta ed ora il CSM deve pronunciarsi sul mio Esposto. Ma la sentenza truffaldina non cambierà.
Passiamo ad una querela a firma del boss e traditore Walter Pellegrini, il macellaio che ha ucciso la fondazione, per denunciare mie presunte vessazioni che gli hanno procurato tachicardia e timori per la famiglia. Siamo oltre il ridicolo sia perché la querela è indirizzata alla Procura di Cosenza che c’entra come i cavoli a merenda (spiegherò perché) sia perché essa si sovrappone ad una mia analoga querela dove non si lamentano tremori ma si certifica la relazione causa – effetto che hanno determinato “invalidità grave al 100%” e la Commissione medica dell’Inps il 3 settembre accerterà lo stato di aggravamento e la prossimità dell’esito fatale.
Non basta: due anni fa ho denunciato alla Regione Lazio che il ruolo inventato da Mungari per fare il regista cinico della mia estromissione dalla Fondazione è in netto palese e non modificabile incompatibilità a norma dell’art 2399 cc.
Ebbene cosa fa la Procura di Roma, dopo un biennio di sonno profondo, invia la denuncia alla Procura di Cosenza. E qui la spiegazione promessa: la sede della Fondazione è a Roma via V.Veneto 108, essa è stata registrata alla Camera di commercio di Roma, il rappresentante legale è da 70 anni residente a Roma. E da dove nasce la bizzarria che rende nullo la denuncia? Dalla volontà neppure celata di perdere tempo e dare un’opportunità irripetibile alla mia “uscita di scena”.
Da ultimo a distanza di tre anni il gallo cedrone prof miracolato a Catanzaro dopo due archiviazioni di una querela per aver riportato fedelmente il suo CV supersonico ottiene un nuovo esame da Roma e siccome a Catanzaro non può tornare dopo due archiviazioni sceglie ad capocchiam la Procura di Cosenza. Che in un mese chiude le indagini (lettura di un articolo de ICalabresi che necessita di un minuto) e ignorando una mia duplice denuncia e richiesta di nullità marcia come un treno per l’udienza del processo. Dove non andrò perché mi sono rotto le scatole di una magistratura che in questi casi.
Non merita un briciolo di rispetto. Ecco perché per principio oggi sono dalla parte di Robertino Occhiuto.





